scarabocchi dal call center/1

Collsenter I parte.

Gruppo nuovi arrivi.

Loro, abituati a gestire "i nuovi" col sorriso e a cacciare "i vecchi", già usati, con due euro due, e un mezzo ciao fra i denti gialli.

Buongiorno.

Anche oggi un corso di formazione. Che novità.

Volti di uomini e donne che hanno già visto e sentito, neutre espressioni da curriculum vitae col callo sotto l’occhio del pendolare, ma la fame ti da più forza delle merendine e, quindi, tutti assieme, ancora un colloquio ancora, ancora un’ora a presentarci dietro gli abiti da parata sgualciti.

Qualche sprazzo di sguardo vispo, c’è chi non capisce, ma ha già capito, c’è chi in quel mare di nulla, chissà, forse trova marito.

Entrare nella dinamica relazionale, la tecnica di vendita, la centralità del cliente e del prodotto. Sanscrito, aramaico della Galilea avanti cristo, ma cristo se ne sta in chiesa che si mangia meglio che al collsenter, daltronde nonostante il discutibile gusto dell’essere rappresentato sempre in croce, è dio, e da che mondo è mondo, dio fa come gli pare, quindi se ne guarda dal farsi comandare da una squadretta di sepolcri imbiancati che ti fa pure le faccette. E qui, in questo posto che vuole chiamarsi con un nome straniero perchè "centralino" fa sfigato in bianco e nero, non c’è perdono, puoi portarti un borghettino da lancio e schiantarlo tra una telefonata e l’altra, puoi suicidarti che non è peccato e si è liberi di andare via, verso chissà quale ascesa sociale. Il concetto è sfruttare l’attimo, rincoglionire il prossimo al telefono in pochi respiri che l’eternità non è prevista, anzi, semmai ce l’hai in mente o nel cuore, scordatela, anzi non dimenticare che perdi tempo. Qui si contano i soldi e i minuti, totale tempo che passa più quello che ho guadagnato fratto quello che avrei voluto fare uguale giornata persa.  

"Ragazzi, è vietato stare male", dice la bionda metallizzata coi tacchi appena sotto al culo.

Ovvero, il capo. "Così va l’Italia".

"Giusto!", pensavo.

"L’importante è stare in salute, in forma. Eppoi, chi ce l’ha i soldi per le medicine, il dottore, lo spedale?"

"Mi raccomando ragazzi, l’importante è venire tutti i giorni, anche perchè per ogni giornata persa vi saranno detratti dei soldini…"

"Soldini", pensavo, "come ai bambini sotto natale". "Magari, ci pagheranno cogli spicci di ciokkolato."

Ancora consigli su come lavorare, le ragioni di vendita, la selezione naturale in atto all’interno di una struttura che è così intelligente da decretare dopo soli dieci giorni chi sono i migliori che resteranno e chi invece tornerà dal tabaccaio a fotocopiare gli antichi versi latini del "curriculum viatae". 

Qualcuno armato di penna e taccuino prende appunti, qualcuno sogna di fare uno spuntino, qualcuno smicia malizioso la vicina, ma da qualche parte, lui l’estremista solitario scala il monte di parole, e come un asteroide che si scaglia nel mare, zitto zitto, quatto quatto, si mise a scorreggiare.

Come si dice, chi ben comincia…

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